Un nuovo fragoroso boato accompagnato da alcune vibrazioni ha messo in allarme la popolazione di Rovetta. Il fenomeno, ormai noto nella zona e definito dal Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr),
Oggi è tornato ad essere percepito in termine sonoro dagli abitanti nel pieno centro del paese dell’Alta Valle Seriana, dove qualcuno, assistendo pure a delle lievi scosse, si è talmente preoccupato che, spaventato, non ha esitato a lanciare l’allarme al 115.
Intervenuti, i vigili del fuoco del distaccamento di Clusone hanno constatato la stabilità della struttura della casa di due piani della via. Era dal 27 aprile del 2006 che, a Rovetta, non si avvertiva un boato come quello di domenica. Allora, in località Conca Verde, decine di persone erano state svegliate nel cuore della notte da un simile rumore che era stato avvertito anche nella frazione San Lorenzo e a Clusone. Gli abitanti della zona, spaventati dal boato e dal tremolio delle case, si erano riversati in strada temendo il peggio. Ma, anche quella volta, il fenomeno non provocò alcun danno.
Altri boati sono stati percepiti tra il 2000 e il 2001: proprio in quel periodo l’amministrazione comunale rovettese decise di richiedere degli specifici accertamenti, finanziati poi dalla Regione, con il coinvolgimento appunto dei ricercatori del Cnr. In tutti questi casi, come domenica mattina, si è sempre trattato di un’amplificazione sonora del «brontolio del sottosuolo» la cui natura è nella stessa particolare conformazione geologica del territorio di Rovetta che si presta a subire degli effetti di microfratture degli strati rocciosi sotterranei
Una palazzina e' crollata oggi pomeriggio a Gorle, un piccolo centro alle porte di Bergamo, forse a causa di una fuga di gas. Sul posto sono accorsi i vigili del fuoco che stanno estraendo dalle macerie due persone ancora vive di cui non si conosce l'identita'. Secondo le forze dell'ordine presenti nei pressi della palazzina di via Quasimodo dove e' successo il fatto, non dovrebbero esserci persone morte.
Con ogni probabilità, è stato un tragico incidente a causare la morte di Roberto Valdata, 37 anni appuntato scelto della guardia di finanza di Cuneo, il cui corpo senza vita è stato trovato questa mattina poco dopo le 6 in un canale nell’oasi di Crava-Morozzo. Componente della stazione di Cuneo del Soccorso Alpino, alessandrino di origine e residente a Beinette, l’uomo non aveva fatto ritorno a casa dopo essersi allontanato con Upi, cane antivalanga di proprietà della GdF.
“Ieri era il suo giorno di riposo – spiega il Comandante provinciale della Guardia di Finanza Enrico Maria Pasquino -, ma chi è membro del soccorso alpino cura in modo scrupoloso la propria forma fisica e l’addestramento del cane anche quando non è in servizio. L’animale è stato notato ieri sera da solo vicino all’auto di Valdata. Una circostanza assolutamente anomala che ha fatto scattare immediatamente le ricerche della nostra sala operativa con i carabinieri di Fossano ed i vigili del fuoco”.
Ricerche che sono proseguite tutto la notte fino a quando, fatto scendere il livello di un canale di sfioro regolato da una diga di competenza dell’ENEL, il corpo è stato ritrovato impigliato nei rami della fitta vegetazione. Al vaglio degli inquirenti sono ora le ragioni della tragedia, dovute forse ad una scivolata sul terreno ghiacciato ed alla successiva caduta nelle acque gelide ed impetuose. Tra le ipotesi anche quella secondo cui Valdata sarebbe intervenuto per soccorrere un capriolo, trovato poi annegato a pochi metri dal corpo dell'uomo. Probabilmente Valdata aveva scelto l’oasi di Crava per condurre un particolare addestramento del cane che, per la presenza di altri animali, impara a non farsi distrarre dall'ambiente esterno rimanendo concentrato sui propri compiti.
Roberto Valdata faceva parte del soccorso alpino
Oggi alle 16.30 a Verona si è spenta Luisa Vecchiato, la vedova di Giulio Bedeschi.
Una nuova scossa di terremoto di magnitudo 3.0 e’ stata registrata poco dopo le 18 dagli strumenti dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia nelle province di Parma e Reggio Emilia, la stessa zona dove da martedi’ scorso si sono susseguite una serie di scosse, la piu’ violenta delle quali di magnitudo 5.2.
L’epicentro del terremoto, rende noto il Dipartimento della Protezione Civile, ancora una volta e’ stato individuato tra i comuni di Neviano degli Arduini e Tizzano Val Parma (Parma) e Vetto (Reggio Emilia).
Dalle verifiche effettuate dalla sala situazione Italia del Dipartimento, non risultano al momento danni a persone o cose.

